Profilo

Mi chiamo Guido Nigrelli, sono nato a Torino il 31 maggio del 1961 ed abito a Rondissone (TO). Ho conseguito il diploma di maturità in Agrotecnico a Caluso (TO) e la laurea in Scienze Naturali a Torino, sono sposato ed ho un figlio. Lavoro come ricercatore al Consiglio Nazionale delle Ricerche. La foto qui a fianco è stata scattata il 5 luglio 2013, nei pressi della stazione meteorologica di Grandes Murailles (Valtournenche, AO), sullo sfondo il Cervino.

Nel 1982 assolvo agli obblighi di leva come radiofonista nel Battaglione Susa della Brigata Alpina Taurinense. Il servizio militare mi porta ad effettuare numerose esercitazioni sull’arco alpino occidentale italiano ed in Norvegia, nell’ambito delle attività svolte dalla forza multinazionale d’intervento della NATO. L’esperienza maturata durante un anno di esercitazioni, costituirà un ricco bagaglio di conoscenze sull’ambiente alpino e sulla montagna in generale.

Dal 1984 lavoro al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): dal 1984 al 2000 presso l'Istituto per la Meccanizzazione Agricola (CNR-IMA) e dal 2001 ad oggi all'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI). Qui sotto una sintetica descrizione delle varie attività di ricerca e sperimentazione, estrapolate dal mio CV.

Attività svolta dal 1984 al 2000


Gli studi compiuti, gli danno la possibilità di partecipare attivamente alle diverse fasi dell’attività di ricerca ed alle prove sperimentali. Questa attività viene svolta presso l’Azienda Sperimentale di Vezzolano (Albugnano, Asti), di proprietà dell’Accademia di Agricoltura di Torino ed ubicata nei pressi della bella Abbazia romanica. Qui a sinistra una foto panoramica dell'azienda sperimentale e dell'appezzamento antistante destinato a prato-pascolo per la linea vacca-vitello dell'allevamento semi brado (razza piemontese), scattata nell'estate del 1992. In particolare, nell’ambito di un accordo bilaterale fra il CNR e la West Virginia University, avente come principale obiettivo lo studio per la rivalutazione delle aree marginali collinari e l’integrazione del pascolo con il bosco ceduo, si occupa dell’impostazione e della realizzazione delle parcelle sperimentali di bosco e di prato-pascolo, venendo successivamente impiegato come rilevatore dei dati sperimentali di campo. In concomitanza con questa attività, a Vezzolano si occupa anche di effettuare rilevamenti su parcelle vitate, nelle quali si sperimentano moderne tecniche di lavorazione del terreno e di inerbimento, al fine di studiare nuovi sistemi di allevamento del vigneto, a basso impatto ambientale.
Allo scopo di quantificare e qualificare il diverso grado di compattamento del terreno causato dalle macchine agricole e dall’allevamento bovino semi-brado, effettua rilievi ed analisi chimico-fisico-idrologiche sia su prati-pascoli collinari e sia in terreni test ubicati in Sede, all’interno di una serra sperimentale appositamente allestita. Nell'ambito di queste indagini, vengono effettuati anche rilievi e campionamenti atti a valutare la componente floristica presente, sulle parcelle predisposte, in funzione delle diverse pratiche colturali adottate.
Sempre nello stesso periodo, svolge rilievi nell'Azienda Sperimentale di Vezzolano, in parcelle vitate, inerbite con specie diverse e lavorate. Il lavoro consiste nel quantificare e qualificare il diverso grado di compattamento del terreno all’interfilare, in tempi successivi ed in funzione del passaggio ripetuto delle diverse macchine operatrici. Per tali aspetti rivolge particolare attenzione alla correlazione esistente tra sforzo penetrometrico ed umidità del terreno in funzione della profondità di campionamento e rileva i principali parametri chimico-fisici del terreno, allo scopo di evidenziare la differenza della componente organica del terreno dovuta alla diversa copertura vegetale ed al diverso grado di compattamento operato. A destra una bella fotografia dell'Abbazia di Vezzolano con, sullo sfondo, l'abitato di Albugnano (AT), scattata il 22 febbraio 1992.
L’attività che svolge fra gli anni 1988 e 1994, è riconducibile principalmente ai seguenti temi di ricerca:
1) Contenimento delle infestanti arbustive di un sottobosco collinare mediante pascolo turnato, diserbo chimico, taglio ed esbosco;
2) Miglioramento della cotica erbosa di prati collinari, tramite il passaggio di diversi tipi di macchine operatrici post-pascolo;
3) Studio delle diverse caratteristiche chimico-fisiche del terreno e di piante erbacee su di esso seminate, in funzione dei diversi livelli di compattamento del terreno;
4) Miglioramento ed utilizzazione dei sottoprodotti agricoli (paglia di riso, paglia di grano) mediante trattamento con sostanze a reazione alcalina (ammoniaca anidra e idrossido di sodio in soluzione acquosa).
Nel febbraio del 1991 diventa responsabile del funzionamento e della manutenzione del laboratorio analisi fisiche e del laboratorio analisi chimiche.
Dal gennaio 1996, per quanto concerne la collaborazione alla ricerca sull'erosione di terreni declivi, effettua analisi per determinare la quantità di materiale terroso presente in campioni di acque di sgrondo asportate da vigneti collinari causa deflusso superficiale in occasione di eventi pluviometrici. Sui suddetti campioni determina anche l'azoto totale, al fine di valutare la perdita di fertilizzante apportato in fase di concimazione.
Dal marzo 1998, l'esperienza più che decennale al CNR in attività di ricerca e sperimentazione in campo agricolo, unita alla professionalità acquisita parallelamente in ambito universitario (laurea in Scienze Naturali), gli danno ora la possibilità di operare secondo criteri e metodologie più rispondenti alle tematiche affrontate.
Qui a fianco una fotografia scattata nell'estate del 1996 che mi ritrae durante lo svolgimento di rilievi idrico-pedologici effettuati su appezzamenti prativi, questi rilievi sono descritti dettagliatamente nelle pagine della sezione "Divulgazione". La presenza dell'ombrellone è giustificata dai 36 gradi presenti in quel bel pomeriggio... I rilievi in campo e le analisi chimico-fisiche di laboratorio costituiscono due tipi di lavoro ben diversi e, come tali, tradizionalmente eseguiti da strutture e personale diversi. Lo svolgimento pressoché costante in attività di campo e di laboratorio, cosa abbastanza rara nel settore, ha creato sinergismi, determinando valore aggiunto alla ricerca. Questa peculiarità è stata utilizzata relativamente a diversi progetti di ricerca sviluppati dall’IMA nell’ambito dell’area tematica “Energia, Ambiente e Territorio”.
Dall'aprile 1998, svolge attività di ricerca e di sperimentazione, con particolare riferimento allo studio delle problematiche inerenti il sistema produzione-macchina-suolo e le relative ripercussioni a livello ambientale. Si occupa dell’impostazione e dell’esecuzione dell’attività sperimentale di campo relativa all’area tematica “Energia, Ambiente e Territorio”, collaborando nella messa a punto di metodologie innovative.
Nell'aprile del 1999, in collaborazione con l'Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica nel Bacino Padano esegue uno studio sul territorio del comune di Canale d'Alba (CN), allo scopo di creare una rete di monitoraggio in telerilevamento, per la registrazione di parametri meteorologici utili per la messa in sicurezza del teritorio comunale a seguito del ripetersi di eventi di esondazione con associato trasporto solido, prodotti anche dalle pratiche di lavorazione del terreno
Dal giugno 2000, collabora allo svilippo della Linea di ricerca “Utilizzazione dei reflui civili mediante la subirrigazione capillare”. Nelle aziende agricole non servite da fognature si presenta il problema dello smaltimento dei reflui civili. Una delle soluzioni possibili e auspicabili è la loro utilizzazione per usi agricoli, in modo da contribuire anche a contenere i costi dell’impianto. In collaborazione con l’Accademia di Agricoltura di Torino e con la Camera di Commercio ed Agricoltura di Torino, avvia la sperimentazione di subirrigazione di una area prativa con impiego dei reflui civili derivanti dalla fossa biologica dell’abitazione aziendale. Nell’appezzamento a prato, dove sono state individuate tre differenti situazioni, effettua rilievi sulla cotica prativa (floristici e produttivi) e sul terreno (fisici, idrologici, andamento del contenuto idrico nel tempo e sua uniformità di distribuzione nello spazio interessato dagli irrigatori). Detti rilievi sono completati da analisi chimiche del terreno, dei foraggi nonché della composizione dell’acqua addotta ai subirrigatori per il monitoraggio del contenuto di nitriti, nitrati e dei fosfati.



Attività svolta dal 2001 ad oggi


Dall'ottobre 2001, inizia ad occuparsi di monitoraggio di versanti instabili, con particolare riferimento al rilevamento di parametri morfologici e di segnali strumentali. Sempre in questo periodo inizia l'attività inerente studi climatici ed idrologici, con particolare riferimento agli aspetti pluviometrici dei bacini idrografici afferenti al sistema alpino-padano ed alla caratterizzazione meteo-idrologica degli eventi estremi.
Dal gennaio 2001, nell’ambito di un Contratto di Ricerca fra la Regione Piemonte, Direzione Difesa del Suolo ed il CNR-IRPI, dal titolo “Eventi di piena verificatisi lungo le aste fluviali e torrentizie del territorio piemontese ed interessanti i centri abitati distribuiti sui fondovalle dei corsi d’acqua principali e loro tributari più importanti”, collabora nella realizzazione di un Sistema Informativo Geografico, nel quale sono inserite tutte le informazioni di interesse per gli obiettivi prefissati. Nell’ambito di un Contratto di Ricerca tra la Provincia di Torino, Settore Protezione Civile ed il CNR-IRPI dal titolo “Studio finalizzato alla definizione di criteri, analisi e procedure per il controllo di movimenti di versante da effettuarsi per mezzo dei Sistemi Sperimentali di Monitoraggio in corso di installazione sul versante sinistro della media valle Germanasca, in corrispondenza dell’abitato di Pomeifrè (Comune di Perrero) e in corrispondenza di località Gardiola (Comune di Salza di Pinerolo)”, esegue i rilevamenti sulla frana di Gardiola (Val Germanasca) e mette a punto un sistema mobile integrato GPS/GIS, al fine di controllare l’evoluzione del corpo franoso e meglio disporre la strumentazione dedicata per il monitoraggio in continuo e con controllo a distanza. La fotografia presente sopra, si riferisce ad alcuni rilievi GPS/GIS effettuati con tecnica RTK il 5 agosto 2003, in prossimità della nicchia di distacco della frana di Gardiola (Val Germanasca, Comune di Salza di Pinerolo), al fine di ubicare e delimitare alcuni elementi morfologici utili al monitoraggio di quest'area instabile.

Dal febbraio 2002, nell’ambito di un Contratto di Ricerca tra la Provincia di Torino, Settore Protezione Civile ed il CNR-IRPI dal titolo “Rischi naturali e viabilità nella Provincia di Torino”, collabora nel censimento dei tratti di viabilità interessati da fenomeni di instabilità ed esegue la loro relativa georeferenziazione in apposito GIS. Interviene nella messa a punto di una metodologia, da applicarsi in ambiente GIS, per l’individuazione e la caratterizzazione dei fenomeni di instabilità naturale e per l’individuazione delle aree soggette a maggior pericolosità. Successivamente, sviluppa il relativo sistema WebGIS, per la visualizzazione e l’interrogazione delle informazioni contenute nel GIS anche mediante rete internet.

Dal marzo 2004, nell’ambito di un Contratto di Ricerca fra A.R.P.A. Piemonte e CNR-IRPI dal titolo “Monitoraggio di versanti instabili”, esegue alcuni sopralluoghi e collabora all’attività di monitoraggio dei fenomeni franosi individuati dal committente, mediante l’utilizzo di apparecchiatura GPS (foto di sinistra: stazione meteorologica di Crodo (VB), 17 maggio 2005, sulla sinistra è possibile osservare il pilastrino in cemento su cui è posizionata l'antenna del ricevitore GPS, utilizzato in questo caso come "reference station" per le misure effettuate sui corpi di frana ubicati nel bacino). L’attività di monitoraggio viene svolta anche a scopo di ricerca e sperimentazione. Nell’ambito del Progetto DAMAGE, collabora nella messa a punto della metodologia relativa alla stima dell’altezza di precipitazione per assegnati durata e tempo di ritorno, da utilizzare nei modelli idrologici al fine di individuare le aree potenzialmente inondabili del territorio studiato. Collabora inoltre nell’esecuzione dei rilevamenti topografici dell’area oggetto di studio, mediante l’utilizzo di strumenti GPS.

Dal settembre 2006, nell’ambito di un Contratto di Ricerca annuale fra I.re.R., Regione Lombardia, U.O. Protezione Civile e CNR-IRPI di Torino, avente come principale obiettivo l’identificazione delle soglie pluviometriche responsabili dell’innesco di colate detritiche torrentizie, collabora nell’impostazione metodologica della ricerca e nello svolgimento del lavoro, con particolare riferimento all’individuazione dei bacini alpini oggetto di studio e all’individuazione delle stazioni idro-pluviometriche utili allo scopo.
Dal novembre 2006, gli viene attribuita la responsabilità del “Servizio Documentazione e Web”, al fine di integrare i servizi biblioteca, banche dati on line, website e webGIS ed offrire un supporto in linea con le richieste di una moderna attività di ricerca.
Dall'ottobre del 2007 inizia l'attività di formazione universitaria come tutor scientifico aziendale, per lo svolgimento di stage, tesi di laurea e tesi di dottorato aventi come principale obiettivo la realizzazione di applicativi informatici da utilizzare nel campo della protezione geo-idrologica e per la gestione innovativa delle informazioni. Sempre in questo periodo inizia l'attività di progettazione, realizzazione ed amministrazione di database relazionali e sistemi informativi geografici server-side, utili per la mitigazione del rischio idraulico e geologico, per la messa in sicurezza delle infrastrutture, per la pianificazione territoriale e per scopi di protezione civile
Nel gennaio del 2008, nell’ambito di un secondo Contratto di Ricerca annuale fra I.re.R., Regione Lombardia, U.O. Protezione Civile e CNR-IRPI di Torino, collabora nella definizione delle soglie pluviometriche d’innesco di frane superficiali e colate torrentizie, per quanto riguarda la Valtellina e la Valcamonica. La foto in alto a destra si riferisce all'evento alluvionale del 28-30 maggio 2008 che ha interessato la Val Germanasca (TO), in particolare il settore apicale del conoide del rio Iclo (comune di Praly). Si nota la profonda erosione in destra e la spalla della briglia completamente asportata.

Dal gennaio 2010, svolge attività scientifico-tecnologica nell’ambito della Commessa CNR TA.P05.004 “Piene e inondazioni”, Progetto TA.P05 “Rischi naturali ed antropici”. Svolge attività scientifico-tecnologica nell’ambito della Commessa CNR TA.P05.010 “Sviluppo e applicazione di tecnologie innovative di caratterizzazione e monitoraggio per la previsione, mitigazione e gestione dei fenomeni di instabilità geo-idrologica o relativi a grandi opere e reti infrastrutturali”, Progetto TA.P05 “Rischi naturali ed antropici”. Svolge attività scientifico-tecnologica nell’ambito del Progetto Alfieri 2006 avente come titolo “Cambiamenti geomorfologico-ambientali ed evoluzione socio-culturale in una comunità alpina: storia passata e scenari futuri nel territorio comunale di Ayas (Valle d’Aosta). In che misura la dinamica dell’ambiente alpino ha condizionato, e condiziona ancora oggi, la vita dell’uomo e come quest’ultimo è stato in grado di modificare il paesaggio? Analisi e proposte per un turismo sostenibile”, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Svolge attività scientifico-tecnologica nell’ambito del Contratto di Ricerca tra la Provincia di Torino, Servizio Protezione Civile ed il CNR-IRPI dal titolo “Rischi naturali e viabilità nella Provincia di Torino”, Rep. N. 8 del 30 giugno 2004, consistente nella progettazione, realizzazione e gestione di un sistema informativo territoriale-ambientale on line (WebGIS), dal titolo “Fenomeni di instabilità idrogeologica ed effetti sulla viabilità provinciale”.

Dal febbraio 2013 opera all’interno del nuovo gruppo di ricerca del CNR-IRPI che ha costituito con la Dott.ssa Marta Chiarle: “GEOmorphological impacts of CLIMate change in the ALPs – GEOCLIMALP”. Attualmente, l’attività viene svolta nell’ambito delle seguenti linee di ricerca:
1) Ruolo dei cambiamenti climatici nella morfogenesi dell’ambiente glaciale/periglaciale, con specifico riferimento ai processi di instabilità naturale che ne derivano e all'analisi della pericolosità ad essi associata;
2) Condizioni meteo-climatiche per l'innesco di fenomeni di instabilità in ambiente alpino di alta quota;
3) Effetti del cambiamento climatico sulle soglie d’innesco dei fenomeni franosi in area alpina;
4) Variabilità ed evoluzione spazio-temporale dei principali parametri climatici ed idrologici registrati da stazioni a terra, e loro relazioni con lo sviluppo di processi di instabilità naturale in ambiente alpino;
5) Evoluzione recente (dal 1850 in avanti) dei principali apparati glaciali del settore alpino nord-occidentale e delle condizioni climatiche al contorno;
6) Progettazione e realizzazione di banche dati on line, finalizzate alla gestione di informazioni multi-temporali di tipo eterogeneo riguardanti l'ambiente alpino, glaciale e periglaciale, anche mediante l'utilizzo di software open source;
7) Attività di formazione universitaria come tutor aziendale, finalizzata allo svolgimento di stage curricolari, tesi di laurea e tesi di dottorato aventi come obiettivi le tematiche di cui sopra.

Dall'estate del 2013, Guido Nigrelli è membro del Comitato Glaciologico Italiano, nell'ambito del quale svolge attività di operatore glaciologico su alcuni ghiacciai della Valle d'Aosta.

La conoscenza dei fenomeni naturali, attraverso l’approfondimento teorico ed il riscontro pratico, è una delle cose che più mi interessano e mi affascinano. L’aspirazione più grande è sicuramente il poter applicare l’esperienza maturata verso reali esigenze sociali e contribuire allo sviluppo delle conoscenze nel campo della ricerca scientifica.

Aprile 2015