Campanula thyrsoides L.


Sulla presenza di Campanula thyrsoides L. nel Vallone del Breuil (La Thuile): indagine preliminare

Riassunto:
Questo lavoro presenta i risultati di una indagine preliminare finalizzata allo studio di Campanula thyrsoides L. osservata nel Vallone del Breuil (La Thuile, Valle d'Aosta). Per tale scopo si è operato con un’analisi bibliografica, con dei rilievi in campo e con delle analisi di laboratorio.
I risultati conseguiti permettono di conoscere le principali caratteristiche che la campanula gialla presenta nell’area di studio e quelle dell’ambiente in cui essa cresce e si sviluppa.
Parole chiave: Campanula thyrsoides L., La Thuile, Valle d’Aosta, Italia.
(Nell'immagine di destra è visibile un tratto del sentiero n 10 che porta all'area di studio)

Abstract:
On the presence of Campanula thyrsoides L. in the Breuil Valley (La Thuile, Aosta Valley, Italian Western Alps): preliminary investigation.
This paper presents the results of a preliminary investigation aimed at studying the Campanula thyrsoides L. observed in the Breuil Valley (La Thuile). For this purpose, a bibliographic analysis, some field surveys and laboratory analysis was conducted. The results allow to know the main features that this campanulacea presents in the study area and the environment in which it grows and develops.
Key words: Campanula thyrsoides L., La Thuile, Aosta Valley, Italy.

Résumé
Sur la présence de Campanula thyrsoides L. à vallée du Breuil (La Thuile): enquête préliminaire.
Cet article présente les résultats d'une enquête préliminaire visant à étudier les Campanula thyrsoides L. observées dans la vallée du Breuil (La Thuile). A cet effet a été procédé à une analyse bibliographique, des enquêtes de terrain et des analyses de laboratoire. Les résultats permettent de connaître les principales caractéristiques que le campanule jaune présente dans la zone d'étude et l'environnement dans lequel il grandit et se développe.
Mots-clés: Campanula thyrsoides L., La Thuile, Vallée d’Aoste, Italie.

1. Introduzione
Durante i sopralluoghi ai ghiacciai del Breuil (La Thuile, Valle d’Aosta), effettuati nell’estate del 2015 nell’ambito delle attività di operatore del Comitato Glaciologico Italiano, ho avuto modo di individuare lungo il percorso di avvicinamento alle aree glacializzate due stazioni di Campanula thyrsoides L. localizzate nel Vallone del Breuil. La relativa abbondanza degli individui, anche se in stadio fenologico avanzato, ha suggerito allo scrivente di ritornare per un sopralluogo specifico, al fine di raccogliere alcuni dati inerenti le stazioni, la morfologia e la morfometria di questa rara campanulacea.

Prima di eseguire le indagini sul terreno sono stati consultati alcuni dei principali testi di riferimento nel settore ed è stata effettuata una ricerca bibliografica in rete, interrogando i principali motori di ricerca, scientifici e non (ISI Web of Science, SCOPUS, Google Scholar). In tal modo è stato possibile ottenere un quadro relativamente aggiornato e completo (soprattutto per quanto riguarda i lavori pubblicati sulle principali riviste scientifiche internazionali) circa gli aspetti ecologici, biologici e edafici riguardanti la Campanula gialla. A tale proposito si segnala come le informazioni reperite non siano state molte per quanto riguarda i dati e le osservazioni di campo.
(A fianco, piacevoli incontri sulla strada del ritorno: Leontopodium alpinum Cass.)

Sotto l’aspetto tassonomico la specie Campanula thyrsoides L. è composta da due sottospecie che differiscono significativamente tra loro per morfologia, fenologia e, soprattutto, per areale di distribuzione (Scheepens et al., 2011): la prima è Campanula thyrsoides L. subsp. thyrsoides (il nome italiano è Campanula gialla), la seconda è Campanula thyrsoides L. subsp. carniolica (il nome italiano è Campanula carniolica), quest’ultima presente in Italia solamente nelle Alpi orientali (Kuss et al., 2007). Campanula thyrsoides L. subsp thyrsoides risulta pertanto l’unica delle due sottospecie ad essere presente in Valle d’Aosta. In relazione alla presenza di queste due sottospecie, nel presente lavoro verrà utilizzata la terminologia abbreviata C.* thyrsoides per descrivere la sottospecie thyrsoides e la terminologia estesa Campanula thyrsoides L. quando si effettueranno considerazioni a livello di specie.

Sulle Alpi, C.* thyrsoides è presente in Francia, Svizzera, Austria, Germania e Italia. Nel nostro Paese viene segnalata in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto (Aeschiman et al., 2004; Conti et al., 2005; Kuss et al., 2011; Pistarino et al., 2013; Euro+Med PlantBase, 2015). In Valle d’Aosta questa campanulacea è considerata rarissima, poiché la sua presenza è confinata a due sole aree del settore occidentale: la prima, tra il Piccolo San Bernardo e la Val Veny; la seconda, intorno al Gran San Bernardo (Bovio et al., 2008; Bovio, 2014). Segnalazioni certe di C.* thyrsoides nella zona del Piccolo San Bernardo si hanno dagli inizi del 1900 ad opera di Lino Vaccari che, a seguito di una intensa attività di erborizzazione in quest’area, ne individua la presenza a Lancebranlette, sul mammellone che domina il Lago Verney (2300 m), sopra la cantina francese, nel Vallone del Breuil a Entre-deux-Eaux (2300 m), al Mont Ouille (2400 m), nel Vallone di Chavannes dagli chalets superiori al colle (2300-2600 m) e ai piedi del Mont Percé (Bovio, 1986). La presenza di questa campanulacea nel Vallone del Breuil, così come nel Vallone di Chavannes, è successivamente confermata da altri autori (Buffa et al., 1988; Dal Vesco et al., 1987; Pistarino et al., 2013; Bovio, 2014). Anche a seguito della sua scarsa presenza, in Valle d’Aosta la C.* thyrsoides viene considerata una specie della flora spontanea autoctona a protezione rigorosa, cioè ne è vietata la raccolta, il danneggiamento e l’eradicazione (Legge regionale 7 dicembre 2009, n 45).
Alla luce del quadro conoscitivo riscontrato si è deciso di effettuare un’indagine preliminare con l’obiettivo di raccogliere dati ed informazioni sull’habitat e sulle principali caratteristiche di questa bella campanula gialla. La presente nota riporta i risultati di questa prima indagine.

2. Materiali e metodi
Il lavoro sul campo è consistito nell’osservazione d’insieme dell’habitat, nella raccolta dei dati inerenti la stazione, nella misurazione dei principali caratteri morfometrici della specie e nel prelevamento di un campione di terreno. I valori topografici ed altimetrici sono stati acquisiti mediante ricevitore GPS Garmin Etrex 30, le misure sui singoli individui sono state effettuate utilizzando un’asta graduata (risoluzione 0,5 cm), il diametro alla base del fusto è stato misurato mediante calibro a corsoio e nonio (risoluzione 0,1 mm). Lo stadio fenologico è stato rilevato facendo riferimento ad una scala composta da sei gradi di fioritura della specie, secondo la metodologia suggerita da Marcello (Cappelletti, 1976): 000, specie senza boccioli, senza fiori aperti e senza fiori appassiti; +00, specie con solo boccioli (inizio della fioritura); ++0, specie con boccioli e fiori aperti; +++, specie con boccioli, fiori aperti e fiori appassiti (apice della fioritura); 0++, specie con solo fiori aperti e fiori appassiti; 00+, specie con solo fiori appassiti (fine della fioritura).

Per la caratterizzazione dei lineamenti climatici dell’area di interesse, si è fatto riferimento alla stazione meteorologica di La Grande Tête (La Thuile), ubicata a quota 2430 m s.l.m., attiva dal Luglio 1998 e distante circa 6 km in direzione sudest rispetto alla stazione di C.* thyrsoides oggetto di studio. Allo scopo di conoscere le principali caratteristiche dello strato di suolo che ospita gli apparati radicali della specie, è stato effettuato un campionamento del terreno; in zone ritenute rappresentative sono stati prelevati alcuni sub-campioni esplorando lo strato di suolo compreso fra 0 e 30 cm di profondità. La preparazione del campione e le analisi chimico-fisiche sono state eseguite secondo i metodi ufficiali (D. M. 13 settembre1999). Il colore del suolo è stato determinato in laboratorio sul campione di terreno setacciato a 2 mm, mediante comparazione con le Munsell Soil Color Charts. La determinazione è stata effettuata allo stato secco ed allo stato umido, cioè alla scomparsa delle pellicole di umidità (Costantini, 2007). I dati ottenuti sono stati infine inseriti in un foglio elettronico e in un GIS per l’archiviazione e le elaborazioni necessarie.
(A destra, la determinazione del colore del suolo effettuata allo stato secco)

3. Il Vallone del Breuil
Il Vallone del Breuil è ubicato all’interno del bacino idrografico della Dora di Verney (La Thuile, Valle d’Aosta). Questo vallone, più comunemente denominato bacino del Breuil, confina a nord e ad est con il Vallone di Chavannes, a sud con il bacino del Torrente Rutor e ad ovest con la Francia, quest'ultima facilmente raggiungibile dal Colle del Piccolo San Bernardo. Il bacino del Breuil ha una superficie di circa 30 km²; la sua quota massima è di 3127 m s.l.m. (Punta Lechaud) e la sua quota minima è di 1770 m, punto nel quale la Dora di Verney incontra le acque del torrente che drena il Vallone di Chavannes e che quindi chiude il bacino. La Dora di Verney si immette nel Torrente Rutor a La Thuile formando la Dora di La Thuile, la quale confluisce a sua volta nella Dora Baltea, poco a valle di Pré Saint Didier.
Nella figura a destra, il bacino del Breuil con, al centro, l’ubicazione delle due stazioni di Campanula thyrsoides L. subsp. thyrsoides individuate (asterisco). In questa figura sono riportati anche i limiti areali dei ghiacciai dell’Arguerey (A) e del Breuil (B) alla fine della Piccola Età Glaciale (anno 1850, linee tratteggiate) ricavati da ortofoto digitali e aerofotografie mediante tecniche GIS. Sulla base cartografica (ortofoto digitale anno 2000, fonte Geoportale Nazionale), sono ben visibili in bianco le aree dei ghiacciai dell’Arguerey Meridionale e Settentrionale (Am e As) e del Breuil Meridionale e Settentrionale (Bm e Bs) in quell’anno, attualmente ancor più ridotte.

Il Vallone del Breuil occupa la parte centrale del bacino omonimo e si sviluppa in direzione nord ovest-sud est per un’estensione lineare di circa 3 km. Sotto l’aspetto geomorfologico il vallone si presenta con un versante sinistro caratterizzato da ampi pendii, in contrapposizione a quello destro, dove predominano pareti rocciose in gran parte subverticali. A destra, il Vallone del Breuil visto da valle verso monte, fotografato il 12 agosto 2015. Sul versante ubicato in sinistra idrografica (in alto a destra nell’immagine) è localizzata la stazione di Campanula thyrsoides L. osservata. Una bella veduta di questo vallone in "near real-time" è disponibile connettendosi alla Livecam 360 PANOMAX di località La Thuile - Chaz Dura. Mediante questa livecam, oltre al Vallone del Breuil (direzione NW) sono ben visibili sullo sfondo anche il massiccio del Monte Bianco (direzione NNE) e il Ghiacciaio del Rutor (direzione ESE). Lo stato di avanzamento delle tecnologie applicate a questi dispositivi è tale per cui è ora possibile utilizzarli anche come veri e propri strumenti di monitoraggio del territorio - per scopi scientifici e di ricerca - soprattutto in quei casi dove questo presenta livelli di pericolosità e rischio variabili nel tempo e nello spazio.

I depositi quaternari di origine glaciale presenti sui versanti e sul fondovalle del vallone sono essenzialmente composti da till indifferenziato, da depositi di frana con trasporto glaciale e da sedimenti glaciali; il substrato roccioso è costituito da marmi grigio-bluastri a grana fine, calcescisti e brecce (Perello et al., 2011). L’evoluzione recente dei ghiacciai di questo bacino - dalla fine della Piccola Età Glaciale (PEG) ai giorni nostri - è simile a quella evidenziata da molti ghiacciai alpini italiani; dal 1850, anno in cui viene convenzionalmente identificata la fine della PEG, sulle Alpi si assiste ad una generale riduzione areale e volumetrica delle masse glaciali (Orombelli, 2011; EEA, 2012). Questa tendenza si inverte in due occasioni, fra gli anni ‘20 e gli anni ’80 del secolo scorso, per poi riprendere nuovamente con tassi di riduzione ancor più accentuati (Nigrelli et al., 2015). Il ghiacciaio dell’Arguerey ed il ghiacciaio del Breuil al termine della PEG occupavano una superficie rispettivamente di 2,26 e 3,39 km². Agli inizi degli anni ’60 la contrazione dei due corpi glaciali ha determinato il frazionamento di questi in altrettanti ghiacciai (meridionale e settentrionale). Nel 2005 l’Arguerey meridionale occupava un’area di 0,16 km² e l’Arguerey settentrionale 0,28 km², il Breuil meridionale faceva rilevare un’area di 0,27 km² ed il Breuil settentrionale 0,42 km². Complessivamente, la riduzione post PEG dei due ghiacciai è stata superiore all’80% (Nigrelli et al., 2014). A testimonianza della rapida e recente riduzione areale e volumetrica di questi ghiacciai vi è l'immagine di sinistra, dove è ben visibile il Ghiacciaio dell'Arguerey Meridionale, ormai confinato sui ripidi versanti ai piedi della Guglia dell'Hermite ed in parte coperto di detrito.

Il clima presente nell’area in prossimità del Colle del Piccolo San Bernardo è di tipo alpino, con brevi estati caratterizzate da giornate alcune volte calde e da lunghi inverni tendenzialmente freddi e secchi. L’andamento delle condizioni termometriche ambientali è riportato nella figura a fianco, per il periodo 1988-2014 (Tmed, temperatura media; Tmax, temperatura massima; Tmin, temperatura minima). Il regime termico mette in evidenza come il mese di febbraio sia mediamente il più freddo (Tmed -6,3°C; Tmin -9,3°C) ed il mese di agosto il più caldo (Tmed 9,0°C; Tmax 12,2°C). Per quanto riguarda le precipitazioni, difficili da quantificare per quanto riguarda gli apporti solidi poiché la stazione è dotata di pluviometro a bascula non riscaldato, è possibile rilevare come queste mediamente ammontino a 177 mm in primavera, 317 mm in estate e 218 mm in autunno. I mesi di luglio ed agosto risultano i più piovosi, rispettivamente con 112 e 111 mm.Volendo tracciare un quadro complessivo del regime di precipitazioni (solide e liquide) dell’area di studio, è possibile stimare come, per il periodo 1920-2000, queste siano state tra i 1000 ed i 1400 mm e la quantità media annua di neve fresca depositatasi al suolo ammonti a circa 800 cm (Mercalli, 2003). Per quanto riguarda le tendenze climatiche in atto in questo bacino, le stazioni meteorologiche che nelle vicinanze hanno funzionato in passato non possono essere utilizzate al fine della costruzione di omogenee serie di dati e la breve serie raccolta dalla stazione di La Grande Tête non permette ancora un’accurata analisi in tal senso. E’ comunque possibile rilevare una generale tendenza all’aumento delle temperature medie mensili e stagionali durante l’ultimo trentennio, visibilmente testimoniata dal forte regresso delle fronti glaciali, come ben riportato nelle campagne glaciologiche effettuate dal Comitato Glaciologico Italiano. Per una più generale conoscenza circa le tendenze climatiche presenti in Valle d’Aosta si rimanda alla bibliografia Mercalli L., 2003; Regione Autonoma Valle d’Aosta, 2006; HISTALP, 2015).

4. Morfologia e habitat
Il genere Campanula comprende circa 400-600 specie che crescono in prevalenza nelle zone temperate dell’Emisfero Nord. Nelle Alpi europee, le specie di Campanula censite ammontano a 42 e 20 di queste risultano endemiche o subendemiche (Kuss et al., 2007). Campanula thyrsoides L. è una emicriptofita bienne, scaposa e monocarpica, con radice fittonante, biancastra, ad anelli trasversali e con un diametro medio di circa 1-1,5 cm. Il fusto si presenta eretto, arrossato, con lunghi peli molli rivolti verso il basso. Le foglie ispide, a causa dei peli patenti, sono di tipo lineare-subspatolato con una base semiamplessicaule, una larghezza media di 1 cm ed una lunghezza media di 10-15 cm. I fiori sono sessili, in lunga spiga compatta e cilindrica, larga mediamente 5 cm e lunga 15-25 cm. Il calice è un tubo di circa 5 mm con denti di circa 9 mm. La corolla è di colore bianco o giallastro, villosa anch’essa alla fauce, con tubo di circa 12 x 15 mm (larghezza x lunghezza) e denti ricurvo-patenti di circa 6 x 10 mm (Pignatti, 1982; Scheepens et al., 2013). Le capsule fruttifere si presentano erette, tri-loculate, con un numero di semi ogni loculo variabile da 40 a 60. Le infiorescenze all’apice della fioritura sono composte da un numero di fiori variabile da 50 a 200 e formano una densa spiga di colore giallo. (Kuss et al., 2007; Frei et al., 2012; Scheepens et al., 2012).

La distribuzione attuale di questa specie è sui rilievi montani ed alpini dell’Europa meridionale, dove occupa i pascoli più o meno sassosi, a quote comprese fra i 400 e i 2600 m; è considerata una specie rara anche se, dove presente, essa può risultare abbondante con popolazioni che occasionalmente possono raggiungere anche i 50.000 individui (Ægisdóttir, 2009). Gli individui al primo anno di età sviluppano una rosetta basale, che al quarto anno può raggiungere un diametro massimo di 45 cm e che può essere composta da 20-30 foglie. La crescita annuale della rosetta basale avviene in due fasi distinte: la prima fase in primavera, con lo sviluppo di foglie oblunghe o ellittiche, a volte ondulate, di dimensioni variabili da 4 x 6 mm a 35 x 225 mm; la seconda fase in estate, quando nuove foglie si sviluppano a partire dal centro della rosetta, con forma ovale-lanceolata, risultando più corte delle precedenti (Kuss et al., 2007).

Campanula thyrsoides L. è una specie basifila che cresce in suoli con pH compreso fra 5 e 8, caratterizzati da una scarsa o modesta quantità di azoto (nella foto di destra alcuni esemplari di questa campanulacea immersi in un bel prato polifita). Questa specie può trovare favorevoli condizioni di sviluppo in ambienti xerici, mesici oppure umidi e sopporta bene una copertura nevosa del suolo anche della durata di 6-7 mesi. Gli ambienti che predilige sono quelli aperti, soleggiati e ben esposti ed il suo grado di adattamento ai disturbi antropici (pascolo non intensivo) risulta moderato (Aeschiman et al., 2004; Kuss et al., 2007). C.* thyrsoides si contraddistingue dalla subspecie carniolica – oltre che per l’areale di distribuzione – anche per alcuni caratteri morfologici molto chiari, quali la lunghezza delle brattee, che in C.* thyrsoides risultano praticamente lunghe quanto i fiori, nonché per le dimensioni dell’infiorescenza, più compatta e di dimensioni minori rispetto alla subspecie carniolica, circa 30-40 cm di altezza (Pignatti, 1982). In Valle d’Aosta C.* thyrsoides popola i pascoli alpini, dai 2000 ai 2600 m di quota ed è facilmente riconoscibile durante il periodo giugno-settembre dai suoi numerosi fiori gialli (Bovio et al., 2008).

5. Dati e osservazioni
Le due stazioni di C.* thyrsoides individuate nel Vallone del Breuil sono così localizzate: la prima su di un versante in sinistra idrografica, ad una quota di circa 2250 m, con una popolazione stimata di 200 individui; la seconda alla testata del bacino, ad una quota di circa 2410 m (qui a fianco, un individuo di Campanula thyrsoides L. subspecie thyrsoides allo stadio fenologico di fine fioritura). Entrambe le stazioni sono attraversate dal sentiero n 10 che da Pian Veyle porta al Colle di Bassa Serra. Il rilievo è stato eseguito il 12 agosto 2015 ed ha interessato la stazione posta alla quota più elevata. Questa stazione è ubicata sul versante che chiude l’omonimo vallone, a valle del pianoro che ospita l’alpeggio Le Grotti e poco a monte delle baite di Entre-deux-Eaux (Fig. 1). Su questo versante la stazione occupa un’area prativa di circa 2200 m² esposta a sud, con pendenza di circa il 53%, localizzata fra i 2400 e i 2420 m di quota. La posizione baricentrica della stazione è identificata dalle seguenti coordinate (datum WGS84): lat. 45°43’12”N, long. 6°51’25”E.

Lo strato di suolo osservato in campo, sino ad una profondità di 30 cm, si presentava con un unico orizzonte, omogeneo, caratterizzato dalla presenza di molte radici di piccole dimensioni nei suoi primi 10 cm. Fra i 10 e i 30 cm si è potuto rilevare la presenza di uno scheletro abbondante (35% sul totale del campione prelevato), ben distribuito nella matrice fine e composto da frammenti grossolani litoidi di forma irregolare, con dimensioni variabili da 3 a 60 mm. Il colore del suolo determinato allo stato secco è stato classificato come 2.5Y 6/1, mentre quello determinato alla stato umido 2.5Y 3/1. Relativamente alle analisi di laboratorio eseguite, il terreno esaminato è risultato essere di tessitura franco sabbiosa, con una reazione subalcalina, con una dotazione di sostanza organica elevata e con un rapporto C/N da cui è possibile stimare una buona mineralizzazione. La capacità di scambio cationico è risultata bassa, così come la dotazione di potassio scambiabile e di fosforo assimilabile (nella figura in alto a sinistra è riportata la tabella riepilogativa dei parametri chimico-fisici del campione di terreno analizzato, i risultati sono espressi sulla sostanza secca).

In totale si sono censiti 64 individui di C.* thyrsoides; di questi 64, solo 28 sono stati oggetto di misurazioni (43% del totale) poiché 12 presentavano altezze inferiori ai 10 cm risultando di dimensioni troppo ridotte e 24 erano privi della parte apicale e dell’infiorescenza, molto probabilmente asportata da marmotte, stambecchi oppure, anche se meno probabile, da qualche bovino o caprino in transito verso i pascoli limitrofi.

Tutti i 64 individui censiti erano già a fine fioritura: lo stadio fenologico riscontrato ha condizionato la qualità di alcuni importanti parametri morfometrici quali il diametro massimo dell’infiorescenza, il diametro della rosetta basale, il numero di foglie e di fiori, non permettendone il rilievo di altri, quali il numero, la lunghezza e la larghezza delle foglie basali primaverili ed estive. La situazione riscontrata ha comunque dato la possibilità di rilevare con buona accuratezza l’altezza totale delle piante, l’altezza delle infiorescenze e soprattutto i diametri dei fusti alla base. I risultati del rilievo delle caratteristiche morfometriche possedute dai 28 individui sono nella tabella della figura a fianco. In relazione alla situazione riscontrata, le statistiche descrittive sono state calcolate solo per quei parametri ritenuti attendibili, i dati presenti nelle restanti colonne vanno considerati solamente come stime anche se le misurazioni ed i conteggi sono comunque stati effettuati.

Gli individui di C.* thyrsoides che è stato possibile misurare, presentavano un’altezza media di 23,6 cm, possedevano un fusto che nella sua parte basale presentava un diametro di 0,98 cm ed avevano un’infiorescenza lunga 9,8 cm. Osservando nel suo insieme la popolazione censita, gli individui non sembravano occupare zone preferenziali, presentandosi in modo ben distribuito ed in forma isolata in tutta la stazione (Fig. 4), in un solo caso è stata osservata la presenza di tre individui di altezza compresa fra 7 e 25 cm molto vicini fra loro (2-3 cm); in questo caso risultavano ben visibili le foglie primaverili (lanceolate, lunghe circa 6 cm) ed estive (ovali-lanceolate, lunghe circa 3 cm) della rosetta basale, ancora di un bel verde intenso e provviste della caratteristica fitta peluria sul margine, appartenenti all’individuo più corto.

6. Conclusioni
L’indagine preliminare sulla presenza di C.* thyrsoides nel Vallone del Breuil ha consentito l’acquisizione di alcuni dati di campo inerenti l’habitat, la morfologia e la morfometria di questa bella campanula gialla. Lo stadio fenologico avanzato, non ha permesso l’esecuzione di fotografie in fioritura e non ha reso possibile l’acquisizione di alcuni importanti parametri morfometrici propri di questo stadio. E’ stato comunque possibile misurare alcuni caratteri principali e soprattutto constatare come già a metà agosto tutti gli individui osservati non fossero in piena fioritura bensì appassiti. La presenza di questa campanulacea nel Vallone del Breuil viene data anche nei pascoli a valle di località Entre-deux-Eaux, ma la ricerca effettuata in quest’area non ha dato esito positivo. Il pascolo bovino turnato che da molti anni viene praticato in quest’area durante il periodo estivo potrebbe esserne la causa, poiché tale utilizzo favorisce lo sviluppo di una vegetazione nitrofila che con il passare del tempo modifica la cenosi erbacea e acidifica il terreno, determinando così condizioni non favorevoli allo sviluppo della campanula gialla. Questa ipotesi necessita però di una conferma. Al fine di rendere più completa l’indagine effettuata, estendendola anche all’altra stazione individuata, si prevede l’effettuazione di un secondo rilievo la prossima estate durante lo stadio fenologico di piena fioritura.

L'interesse floristico ed ecologico di questo settore delle Alpi Graie è conosciuto da tempo, ma la ricerca bibliografica condotta ha evidenziato una carenza di informazioni pubblicate per quanto riguarda il periodo recente. Quando, questa estate, giunto alla testata del vallone del Breuil vidi queste campanule, ne rimasi colpito, anche se queste erano già tutte appassite. Come naturalista e come ricercatore, fui spinto dal desiderio di approfondire le mie conoscenze ma soprattutto provavo gioia perché pensavo che avrei poi potuto divulgare quanto rilevato alla comunità scientifica ed agli appassionati. Ciò è avvenuto mediante questa modesta nota, scritta senza avere la pretesa di sostituirmi ai botanici ed agli esperti in materia, ma con l’intento di contribuire allo sviluppo delle conoscenze sulla campanula gialla e, più in generale, sulla flora della Valle d’Aosta.

Arrivederci al prossimo anno campanule!

Ringraziamenti
Si ringrazia l’Ing. Fabio Brunier (Regione Autonoma Valle d’Aosta) per la fornitura dei dati meteorologici relativi alla stazione di La Grande Tête (La Thuile). Un particolare ringraziamento al Dott. Giovanni Mortara (Comitato Glaciologico Italiano) per la lettura del manoscritto e per gli utili suggerimenti forniti.

Bibliografia
- Aeschimann D., Lauber K., Moser D. M., Theurillat J. P., 2004. Flora Alpina. Voll. 1, 2 e 3. Zanichelli, Bologna.
- Ægisdóttir H. H., Kuss P., Stöcklin J., 2009. Isolated populations of a rare alpine plant show high genetic diversity and considerable population differentiation. Annals of Botany, 104: 1313–1322.
- Bovio M., 1986. Segnalazioni floristiche valdostane. Revue Valdotaine d’Histoire Naturelle, 40: 73-81.
- Bovio M., 2014. Flora vascolare della Valle d’Aosta. Société de la Flore Valdôtaine, Testolin Editore, 662 p.
- Bovio M., Broglio M., Poggio L., 2008. Guida alla flora della Valle d’Aosta. Société de la Flore Valdôtaine, Blu Edizioni, 335 p.
- Buffa G., Dal Vesco G., 1988. Contributo alla conoscenza della flora del Piccolo San Bernardo: il Vallone di Chavannes (La Thuile, Valle d’Aosta). Revue Valdôtaine d’Histoire Naturelle, 42: 5-30.
- Cappelletti C., 1976. Trattato di Botanica. Unione Tipografico-Editrice Torinese, Volume II, 1075 p.
- Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C., (edit.) 2005. An annotated checklist of the italian vascular flora. Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – Direzione per la Protezione della Natura, Dipartimento di Biologia Vegetale – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
- Costantini E.A.C., (a cura di) 2007. Linee guida dei metodi di rilevamento e informatizzazione dei dati pedologici.CRA-ABP, Firenze, 280 p.
- Dal Vesco G., Ostellino I., 1987. Contributo alla conoscenza della flora del Piccolo San Bernardo: il Vallone del Breuil (La Thuile, Aosta). Revue Valdôtaine d’Histoire Naturelle, 41: 5-30.
- EEA, 2012. Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012. European Environment Agency, Report No. 12/2012. http://www.eea.europa.eu accesso il 10 ottobre 2015.
Euro+Med PlantBase, 2015. The information resource for Euro-Mediterranean plant diversity. http://www.emplantbase.org/home.html accesso 31 ottobre 2015.
- Frei E. S., Scheepens J. F., Stöcklin J., 2012. High genetic differentiation in populations of the rare alpine plant species Campanula thyrsoides on a small mountain. Alpine Botany, 122 (1): 23-34.
- HISTALP, 2015. Historical instrumental climatological surface time series of the greater Alpine region. Department of Climate Research, Central Institute for Meteorology and Geodinamycs, Vienna. http://www.zamg.ac.at/histalp accesso 10 ottobre 2015.
- Kuss P., Ægisdóttir H. H., Stöcklin J., 2007. The biological flora of Central Europe: Campanula thyrsoides L. Perspectives in Plant Ecology, Evolution and Systematics, 9: 37–51.
- Kuss P., Armbruster G. F. J., Ægisdóttir H. H., Scheepens J. F., Stöcklin J., 2011. Spatial genetic structure of Campanula thyrsoides across the European Alps: Indications for glaciation-driven allopatric subspeciation. Perspectives in Plant Ecology, Evolution and Systematics, 13 (2): 101–110.
- Mercalli L., 2003. Atlante climatico della Valle d’Aosta. Società Meteorologica Italiana, 405 p.
- Nigrelli G., Lucchesi S., Bertotto S., Fioraso G., Chiarle M., 2015. Climate variability and Alpine glaciers evolution in Northwestern Italy from the Little Ice Age to the 2010s. Theoretical and Applied Climatology, 122, 3, 595-608.
- Nigrelli G., Viotti A., Chiarle M., 2014. The Arguerey and Breuil glaciers (Aosta Valley, NW Italy). International Symposium on "The Future of the glaciers, from the past to the next 100 years", Torino 18-21 settembre 2014.
- Orombelli G., 2011. Holocene mountain glacier fluctuations: a global overview. Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria, 34 (1), 17-24.
- Perello P., Gianotti F., Monopoli B., 2011. Carta geologica d’Italia alla scala 1:50.000, foglio 089, Courmayeur, con note illustrative. Servizio Geologico d’Italia, Land Technology & Services.
- Pignatti S., 1982. Flora d’Italia. Edagricole, Voll. I, II e III.
- Pistarino A., D’Andrea S. 2013. Campanulaceae: dati distributivi per l’Italia nord-occidentale. Bollettino del Museo Regionale di Scienze Naturali, Vol. 31, N 1-2, 5-569, Torino 2015.
- Regione Autonoma Valle d’Aosta, 2006. Cambiamenti climatici in Valle d’Aosta: opportunità e strategie di risposta. Società Meteorologica Italiana, 148 p.
- Scheepens J. F., Frei E. S., Armbruster G. F. J., Stöcklin J., 2012. Pollen dispersal and gene flow within and into a population of the alpine monocarpic plant Campanula thyrsoides. Annals of Botany, 110: 1479–1488.
- Scheepens J. F., Kuss P., Stöcklin J., 2011. Differentiation in morphology and flowering phenology between two Campanula thyrsoides L. subspecies. Alpine Botany, 121 (1): 37-47.
- Scheepens J. F., Stöcklin J., 2013. Flowering phenology and reproductive fitness along a mountain slope: maladaptive responses to transplantation to a warmer climate in Campanula thyrsoides. Oecologia, 171: 679-691.




Gennaio 2016